Studiare
In questa sezione è possibile reperire le informazioni riguardanti l'organizzazione pratica del corso, lo svolgimento delle attività didattiche, le opportunità formative e i contatti utili durante tutto il percorso di studi, fino al conseguimento del titolo finale.
Piano Didattico
Il piano didattico è l'elenco degli insegnamenti e delle altre attività formative che devono essere sostenute nel corso della propria carriera universitaria.
Selezionare il piano didattico in base all'anno accademico di iscrizione.
1° Anno
| Insegnamenti | Crediti | TAF | SSD |
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1 insegnamento a scelta2° Anno Attivato nell'A.A. 2025/2026
| Insegnamenti | Crediti | TAF | SSD |
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1 insegnamento a scelta2 insegnamenti a scelta2 insegnamenti a scelta| Insegnamenti | Crediti | TAF | SSD |
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1 insegnamento a scelta| Insegnamenti | Crediti | TAF | SSD |
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Legenda | Tipo Attività Formativa (TAF)
TAF (Tipologia Attività Formativa) Tutti gli insegnamenti e le attività sono classificate in diversi tipi di attività formativa, indicati da una lettera.
Teatro e animazione dei luoghi del territorio (2025/2026)
Codice insegnamento
4S012468
Docente
Coordinatore
Crediti
6
Lingua di erogazione
Italiano
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)
L-ART/05 - DISCIPLINE DELLO SPETTACOLO
Periodo
CuCi 1 A, CuCi 1 B
Corsi Singoli
Autorizzato
Obiettivi di apprendimento
E’ obiettivo del corso fornire adeguate conoscenze di metodo e di contenuto sull’esperienza teatrale con particolare riferimento ai luoghi, alla formazione e al ruolo dell’attore nell’esperienza teatrale.
Prerequisiti e nozioni di base
Conoscenza generale della storia d'Italia del secondo Novecento. Per la frequentazione del corso non è necessaria ua conoscenza della storia del teatro, ma si suggerisce la lettura del volume di Marco De Marinis, Il Nuovo Teatro 1947-1970 (Bompiani, Milano 1995) per una conoscenza di base dell'avanguardia teatrale.
Programma
I festival teatrali nel dialogo con le città
Dalla metà del Novecento i festival teatrali hanno giocato un ruolo centrale nell’aprire un dialogo tra artisti di diverse culture. Questi eventi hanno infatti assunto la funzione di cornice, contenitore ed elemento propulsore di processi creativi, presentando al pubblico i lavori più importanti dei grandi maestri del teatro novecentesco, ma anche offrendo uno spazio di incontro attivo per gruppi universitari e giovani artisti attraverso conferenze, seminari, laboratori e workshop organizzati a latere.
Grazie alla formula festivaliera, il continente europeo – cresciuto in una prospettiva che lo aveva posto al centro di ogni processo economico e creativo, su scala mondiale – ha avuto la possibilità di incontrare culture provenienti dall’Oriente, dall’Africa, dall’America Latina, entrando in contatto con esperienze performative lontane da quelle frequentate abitualmente. Le rassegne dedicate a forme e generi teatrali specifici, i convegni, i dibattiti e le formule laboratoriali hanno instillato e accresciuto negli artisti e negli spettatori la consapevolezza dell’incontro concreto come fonte di arricchimento reciproco, sia sul piano espressivo che umano. Il Festival si è rivelato così un luogo di confronto sempre più necessario fra teatro e comunità sociale, arte e cittadinanza, cultura borghese e cultura popolare, inserendosi – già negli anni Sessanta del Novecento – in quella linea di riflessione sullo spazio scenico che richiedeva a gran voce una maggiore e rinnovata “penetrazione del teatro nel corpo sociale”.
Sin dal secondo dopoguerra, manifestazioni come il Festival di Avignone (1947) e Festival dei Due Mondi di Spoleto (1958) hanno ospitato e proposto spettacoli e performance provenienti da paesi extraeuropei, mentre altre, come Santarcangelo dei Teatri (1971) e il Festival d’Automne (1972) hanno praticato un ri-collocamento spaziale o temporale delle arti performative, scegliendo luoghi decentrati rispetto al turismo di massa, oppure periodi teatralmente ‘silenti’ rispetto alla programmazione delle grandi città. Non solo, con la loro ricorrenza annuale, queste manifestazioni sono state spazio d’incontro attivo e propulsivo anche fra comunità teatrali e cittadinanza, quest’ultima spesso direttamente coinvolta sia nella partecipazione agli eventi principali e collaterali, che nell’ideazione e organizzazione degli stessi, tramite chiamate pubbliche e occasioni concrete di stage e di lavoro.
Nel presentare le peculiarità dei festival, eventi estremamente complessi, il corso sarà incentrato sulla Biennale Teatro di Venezia, in particolar modo sulle direzioni di Wladimiro Dorigo (1963-1972) e di Luca Ronconi (1974-1976), con un'analisi di alcune particolari proposte dei due direttori artistici che hanno visto la cittadinanza particolarmente coinvolta con una partecipazione 'attiva' agli eventi proposti. Particolare attenzione sarà inoltre rivolta al ruolo dei festival teatrali come mediatori di scambio culturale in anni nei quali il territorio europeo era segnato da divisioni, dittature e questioni sociali dirimenti.
Introduzione:
- l'avanguardia teatrale degli anni Sessanta e Settanta
- i festival teatrali: nascita e diffusione in Europa, a partire dai festival universitari; il loro ruolo nella diffusione della cultura teatrale, le ricadute degli eventi sulle città ospitanti, il coinvolgimento della cittadinanza, il turismo festivaliero, il valore politico
- le collaborazioni tra festival
- gli scambi internazionali
La Biennale Teatro a Venezia:
- storia e politiche del festival
- la direzione di Wladimiro Dorigo
• i rapporti con il Giappone
• l'invito del Black Theatre
• il teatro ragazzi
• l'animazione teatrale
- la direzione di Luca Ronconi
• il teatro sperimentale/Nuovo Teatro internazionale
• i laboratori
• il decentramento culturale: i rapporti con la popolazione
Bibliografia
Modalità didattiche
Lezioni frontali nel corso delle queli ci si avvarrà del supporto di materiale fotografico e video.
Modalità di verifica dell'apprendimento
Colloquio orale.
Criteri di valutazione
Saranno valutate la conoscenza degli argomenti trattati nelle lezioni e l'acquisizione dei contenuti dei libri indicati in bibliografia d'esame.
Criteri di composizione del voto finale
La valutazione sarà data per il 50% sulla base della conoscenza delle tematiche presentate a lezione e per 50% in base alla conoscenza della bibliografia d'esame.
Lingua dell'esame
Italiano
Sustainable Development Goals - SDGs
Questa iniziativa contribuisce al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.Maggiori informazioni su www.univr.it/sostenibilita
