The programme

A.A. 2021/2022

Servizi di orientamento

The new site of the Study Orientation Office, with new form and content, is the result of a long project aiming to give a better and more complete service to its many users. Users are mostly secondary schools pupils approaching the university world for the first time and schools' University Orientation Services who organize activities to assist their pupils in post-school choices. "Making a decision means choosing the best alternative to satisfy one's expectations, preferences and aspirations".

More details: www.univr.it/orientamento (italian page)

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Course of study in brief

Degree programme annual factsheet (SUA-CdS)

As part of the Quality Assurance system, complete, updated and easily available information on objectives, study plan, resources used and results achieved for each degree programme is made available through the SUA-CdS - Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (Degree programme annual factsheet). This includes an Overview and three public sections (Learning Objectives, Student Experience, Learning Outcomes) which together provide a wide range of information about each degree programme. The SUA-CdS also contains an administrative section (Administration and Quality Management) that is for internal use only.

The Degree programme annual factsheet (SUA-CdS), which is currently available only in Italian, is a valuable tool that can be used by the University to design, implement and reorganise, as well as to evaluate, each degree programme. However, the SUA-CdS factsheet is also useful for students, to help them choose the right programme of study.
 

  • TypologyCorsi di laurea Magistrale a ciclo unico
  • Duration5 years
  • Possibility of part-time enrollment Yes
  • Accessopen access
  • Category LMG/01
  • Siteverona
  • Language of instructionItalian
Obiettivo formativo del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza è di offrire i saperi, i metodi e le tecniche adeguati a far conseguire i livelli di conoscenza necessari ad una formazione giuridica superiore, premessa indispensabile per svolgere tutte le diverse professioni che sono state indicate quali profili professionali e sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati (SUA-CdS Quadro A2.a).
A tal fine verrà fornita una preparazione idonea a far acquisire agli studenti la piena capacità di analisi e combinazione delle norme giuridiche nonché la capacità di impostare in forma scritta ed orale le linee di ragionamento e di argomentazione necessarie ad una corretta individuazione e soluzione delle questioni giuridiche generali e di specifici casi e fattispecie.
Gli studenti, al termine del percorso formativo, dovranno essere in grado di utilizzare fluentemente in forma scritta e orale almeno una lingua dell'unione europea oltre l'italiano (con riferimento anche ai lessici disciplinari).
In particolare, allo scopo di coniugare tradizione ed innovazione nell'articolazione del corso di studi, sono state individuate nove aree di apprendimento:
- le prime cinque (Fondamenti e sistema delle discipline privatistiche; Fondamenti e sistema delle discipline pubblicistiche; Fondamenti e sistema delle scienze giuridiche europee, internazionali e comparate; Discipline romanistiche, storiche e filosofiche; Discipline economiche) corrispondono alle partizioni classiche del sapere giuridico ed economico e sono riferibili soprattutto all'acquisizione da parte dello studente – con maggiore intensità nei primi due anni del corso di studi ma con significative riprese, pur in un quadro di crescente specializzazione, anche negli anni successivi – delle basi di formazione culturale, di metodo e di conoscenza del diritto positivo essenziali per ogni ulteriore affinamento specialistico disciplinare o interdisciplinare;
- le restanti quattro (Professioni legali nella dimensione europea e internazionale; Impresa e mercati globali; Istituzioni e dei processi decisionali interni e internazionali; New Industries) corrispondono invece alle aree di approfondimento tematico, ovvero ai percorsi professionalizzanti suggeriti per garantire la migliore personalizzazione del profilo dello studente, a partire dal terzo anno, in aderenza alle nuove esigenze del mercato del lavoro contemporaneo.

Il percorso formativo che ne risulta può essere dunque così sinteticamente descritto. Nei primi due anni di corso si impartiscono le nozioni di base, che saranno centrali per poter affrontare lo studio del triennio successivo. In particolare, sin dal primo anno viene fornita una solida preparazione istituzionale sia nell'ambito privatistico, sia nell'ambito pubblicistico.
Nel biennio si impartiscono le indicazioni anche metodologiche che consentono di affrontare le diverse e specifiche problematiche giuridiche.
Nel successivo triennio si studiano i principali ambiti del diritto positivo italiano, europeo ed internazionale. Lo studente affina in tal modo progressivamente le proprie conoscenze e capacità di analisi delle problematiche giuridiche. In questo quadro di sempre maggiore solidità nella preparazione si inserisce lo studio delle regole che governano i vari 'processi' (civile, penale, amministrativo).
Nel triennio, poi, lo studente ha la possibilità di personalizzare, attraverso la scelta delle materie opzionali, la propria formazione. Nel compiere questa scelta lo studente può optare per uno dei quattro diversi percorsi formativi suggeriti, finalizzati a delineare altrettante aree di approfondimento tematico, che rappresentano linee formative coerenti proposte agli studenti (non formalizzate né formalizzabili, a tenore della legislazione vigente, in specifici curricula).
Tutti i percorsi si caratterizzano per una peculiare attenzione alla dimensione non solo nazionale ma anche internazionale, che la preparazione del giurista deve assumere in un quadro nel quale i sistemi sono sempre più interconnessi e nel quale persino la dimensione della tutela delle posizioni giuridiche individuali assume caratteri che vanno al di là dei tradizionali confini degli Stati.
In estrema sintesi i quattro percorsi proposti sono i seguenti.
1. Professioni legali nella dimensione europea e internazionale.
Si tratta del percorso tradizionale per gli studi giuridici. Quello che si propone allo studente è lo studio delle materie più strettamente connesse con le professioni legali (magistratura, avvocatura, notariato), adeguato alle esigenze della contemporaneità che impone una collocazione delle professioni legali nello scenario europeo e internazionale. Un approfondimento particolare viene riservato alle materie processuali ed alle tematiche più frequentemente oggetto di controversie giudiziarie (sia a livello nazionale, sia internazionale)
2. Impresa e mercati globali.
Si tratta di un percorso volto a formare chi intende intraprendere, dopo la laurea, un'attività all'interno delle imprese, sia inserendosi nelle relative strutture organizzative sia svolgendo attività di consulenza. Particolare attenzione viene qui riservata alle materie collegate con il diritto dell'impresa, vista come singola realtà produttiva e nelle sue interazioni coi mercati (sia produttivi che finanziari) interni ed internazionali.
3. Istituzioni e processi decisionali interni e sovranazionali.
Si tratta di un percorso di natura più marcatamente pubblicistica. Lo studio si concentra con maggiore attenzione: a) sulle modalità con le quali vengono assunte le decisioni da parte degli organi dello Stato (senza, tuttavia, trascurare la dimensione decisionale europea ed internazionale); b) sul prodotto delle decisioni..
4 New industries.
Si tratta di un percorso particolarmente attento alle problematiche che l'evoluzione tecnologica pone con specifico riguardo ai rapporti tra diritto e realtà produttiva. Specifica attenzione viene data ai temi della produzione e delle nuove forme di sua organizzazione e tutela giuridica, ma anche a quelli inerenti alle nuove forme di responsabilità (si vedano ad esempio le questioni ambientali).

PROFILI PROFESSIONALI

AVVOCATO

1) Funzione in un contesto di lavoro: Funzioni di rappresentanza, assistenza e difesa delle parti in un processo o in una controversia extragiudiziale, in forza del mandato ricevuto dalle parti, nonché funzioni di consulenza verso privati ed istituzioni nei più diversi settori del diritto, anche con finalità di prevenzione delle liti o di componimento amichevole delle stesse. La professione di avvocato, nella sua forma tradizionale di professione liberale, può essere svolta dopo il superamento di un esame di abilitazione che può essere sostenuto successivamente al compimento di un periodo di pratica presso uno studio legale. 2) Competenze associate alla funzione: Le competenze associate alla funzione di avvocato comprendono l'approfondita conoscenza delle norme nazionali, europee e internazionali costitutive dell'ordinamento in cui opera, la capacità di corretta interpretazione e applicazione delle norme ai casi concreti, l'abilità nell'esposizione orale e scritta di problemi giuridici sia semplici sia complessi e nella risoluzione degli stessi nell'esclusivo interesse dei soggetti in essi coinvolti, con riguardo anche alla redazione di contratti o di altri documenti giuridici, la conoscenza e l'osservanza delle regole tecniche e deontologiche della professione, la maturazione di capacità di negoziazione e di mediazione tra le parti interessate, la capacità di avvalersi di strumenti informatici per la ricerca delle fonti e la redazione di atti e documenti, la padronanza della terminologia giuridica di almeno una lingua straniera. Si tratta di competenze che il laureato in giurisprudenza deve possedere e che sono essenziali già nel periodo di pratica forense che è prodromico allo svolgimento della professione. 3) Sbocchi occupazionali: Lo sbocco occupazionale per il profilo di avvocato quale libero professionista consiste tanto nell’esercizio della professione tradizionale di avvocato, ovvero quella di difesa in giudizio di una parte, quanto nell’attività di consulenza legale anche ai fini della composizione stragiudiziale delle controversie o della loro prevenzione (con possibilità altresì di assumere le funzioni, a seconda dei casi, di arbitro, mediatore, conciliatore, assistente in una procedura di negoziazione, ecc.). A tale ruolo si accede superando un esame di abilitazione che può essere sostenuto al termine di un periodo di pratica. Altro sbocco professionale sempre riconducibile al profilo dell’avvocato è quello di Avvocato dello Stato, organo legale dello Stato al quale sono assegnati compiti di consulenza giuridica e di difesa delle Amministrazioni Statali nei giudizi civili, penali, amministrativi, arbitrali, comunitari e internazionali. All’Avvocatura dello Stato si accede mediante pubblico concorso per esami.
 

MAGISTRATO

1) Funzione in un contesto di lavoro: Esercizio della funzione giurisdizionale, nella veste di giudice o di pubblico ministero, nonché svolgimento in taluni ambiti di ulteriori funzioni amministrative correlate all'amministrazione della giustizia (es. volontaria giurisdizione). Alcuni organi giurisdizionali svolgono anche funzioni consultive (ad esempio, Consiglio di Stato, chiamato a rendere pareri al Governo strumentali al corretto esercizio dell’azione normativa e amministrativa) e di controllo (ad esempio, Corte dei Conti). Per entrare nel ruolo di magistrato è necessario il superamento di un concorso pubblico cui si può accedere soltanto laddove si sia in possesso di specifiche qualifiche indicate dalla legge. 2) Competenze associate alla funzione: Le competenze associate alla funzione di magistrato comprendono l'approfondita conoscenza delle norme nazionali, europee e internazionali costitutive dell'ordinamento in cui opera, l'abilità nell'esposizione orale e scritta di problemi giuridici complessi, la capacità, in termini più specifici, di interpretare ed applicare correttamente le norme ai casi concreti e di risolvere le controversie in posizione di terzietà, ossia di indipendenza rispetto alle parti, sapendo altresì adeguatamente motivare le soluzioni raggiunte, la capacità di avvalersi di strumenti informatici per la ricerca delle fonti e la redazione di atti e documenti, la padronanza della terminologia giuridica di almeno una lingua straniera. Si tratta, evidentemente, di una professione che può essere svolta soltanto a partire dalla compiuta acquisizione delle nozioni e abilità, anche metodologiche, fornite dal corso di laurea in giurisprudenza. 3) Sbocchi occupazionali: Lo sbocco occupazionale per il profilo di magistrato consiste nell’esercizio della funzione tanto di giudice, quanto di pubblico ministero, in tutti gli ordini di giurisdizione esistenti (ordinaria e speciale; civile, penale o amministrativa; costituzionale). Alla professione di magistrato si accede a seguito del superamento di un concorso.
 

NOTAIO

1) Funzione in un contesto di lavoro: Funzione di formazione, redazione e presa in carico di atti tra vivi e di ultima volontà, attribuzione agli stessi della pubblica fede, conservazione nel deposito, rilascio di copie, di certificati e di estratti. La funzione notarile ha una natura essenzialmente generalpreventiva, in quanto volta a garantire la piena validità ed efficacia degli atti, ponendosi quindi come strumento utile a prevenire le controversie, soprattutto nell'ambito della circolazione immobiliare. Ulteriori funzioni del notaio sono correlate alla sua funzione di pubblico ufficiale e di sostituto d'imposta. Anche la professione di notaio può essere intrapresa solo dopo il superamento di un concorso cui si accede previo svolgimento di un periodo di pratica. 2) Competenze associate alla funzione: Le competenze associate alla funzione notarile comprendono l'approfondita conoscenza delle norme nazionali, europee e internazionali costitutive dell'ordinamento in cui opera, la capacità di corretta interpretazione e applicazione delle norme ai casi concreti, l'abilità nell'esposizione orale e scritta di problemi giuridici complessi e nella risoluzione degli stessi nel migliore interesse delle parti e nel rispetto degli interessi generali coinvolti, con particolare riguardo al ricevimento e alla redazione di atti, la conoscenza e l'osservanza delle regole tecniche e deontologiche della professione, la maturazione di capacità di negoziazione e di composizione preventiva degli interessi delle parti nella ricerca della soluzione di maggiore garanzia sul piano della sicurezza e della certezza dei rapporti giuridici, la capacità di avvalersi di strumenti informatici per la ricerca delle fonti e la redazione di atti e documenti, la padronanza della terminologia giuridica di almeno una lingua straniera. Anche con riguardo alla professione notarile, quindi, studi giuridici di elevata qualificazione risultano imprescindibili. 3) Sbocchi occupazionali: Lo sbocco occupazionale per il profilo di notaio è rappresentato tanto dall’esercizio della tradizionale professione di notaio che consiste nella redazione di atti cui l’ordinamento attribuisce il valore della pubblica fede, quanto nello svolgimento di attività di alta consulenza giuridica. Alla professione di notaio si accede superando un concorso che può essere sostenuto dopo aver svolto un periodo di pratica professionale.
 

ESPERTO LEGALE IN ENTI PUBBLICI

1) Funzione in un contesto di lavoro: Funzioni dirigenziali complesse in amministrazioni pubbliche, con il compito di promuovere, coordinare e gestire con piena autonomia decisionale la realizzazione degli obiettivi di un ente, di una struttura o di un ufficio pubblico, curandone i rapporti con altri soggetti esterni, pubblici e privati, predisponendo i necessari atti e provvedimenti amministrativi e svolgendo, se del caso, anche compiti ispettivi o di controllo. Sempre all’interno di strutture pubbliche, il laureato in giurisprudenza può inoltre essere chiamato a svolgere il ruolo di consulente legale, con compiti di ricerca, studio e formulazione di pareri resi nell’esclusivo interesse dell’amministrazione. I compiti possono essere assai vari, ma presuppongono tutti la capacità di affrontare e risolvere questioni di diritto anche di natura complessa o inedite. 2) Competenze associate alla funzione: Le competenze che si richiedono al laureato comprendono la capacità di assumere decisioni complesse nel rispetto del quadro normativo che regola l'agire dell'ente o del soggetto pubblico diretto, la conoscenza approfondita delle norme nazionali, europee e internazionali costitutive dell'ordinamento in cui quell'ente o quel soggetto opera, la capacità di redigere atti e pareri in materia giuridica necessari nella gestione dell'ente, la corretta gestione del rapporto di lavoro con i dipendenti. Per il ruolo di consulente è richiesta l'approfondita conoscenza delle norme nazionali, europee e internazionali costitutive dell'ordinamento in cui opera, la capacità di corretta interpretazione e applicazione delle norme ai casi concreti, l'abilità nell'esposizione orale e scritta di problemi giuridici e nella risoluzione degli stessi. Per tutti i compiti sopra descritti sono richieste inoltre la capacità di avvalersi di strumenti informatici per la ricerca delle fonti e la redazione di atti e documenti e la padronanza della terminologia giuridica di almeno una lingua straniera. 3) Sbocchi occupazionali: Gli sbocchi professionali sono rappresentati dall’assunzione con ruolo di dirigente o di consulente presso enti pubblici, in tutte le articolazioni funzionali e territoriali della Pubblica Amministrazione, inclusa la carriera diplomatica, ovvero, in ambito sovranazionale, dall’assunzione con ruoli di elevata qualificazione negli organi dell’Unione Europea oppure in organizzazioni internazionali governative, intergovernative o non governative.
Si segnala che per tutti i ruoli pubblici è necessario il superamento di un concorso. Per la professione di consulente si segnala che essa può essere svolta anche in regime di libera professione.
 

ESPERTO LEGALE IN IMPRESE O ENTI DEL TERZO SETTORE

1) Funzione in un contesto di lavoro: Funzioni direttive e di coordinamento in imprese private (industriali, manifatturiere e dei servizi, inclusi gli istituti bancari o assicurativi), o in enti del terzo settore, con il compito di promuovere, coordinare e gestire con piena autonomia decisionale i profili giuridici delle scelte strategiche e gestionali dell’impresa (o dell’ente) o di singole sue articolazioni, conformandone l’operare agli obblighi derivanti dalle prescrizioni normative, redigendo contratti, anche internazionali, ed altri atti giuridici rilevanti per l’impresa, tutelandone l’interesse nei rapporti con i soggetti esterni, pubblici e privati, altresì assistendola – ove in possesso del titolo di avvocato – nel contenzioso anche stragiudiziale, e svolgendo, se del caso, anche compiti ispettivi, di revisione o di controllo. Sempre all’interno delle imprese (o di enti del terzo settore) il laureato in giurisprudenza può inoltre essere chiamato a svolgere il ruolo di consulente legale, con compiti di ricerca, studio e formulazione di pareri resi nell’esclusivo interesse dell’ente. I compiti possono essere assai vari, ma presuppongono tutti la capacità di affrontare e risolvere questioni di diritto anche di natura complessa o inedite. 2) Competenze associate alla funzione: Le competenze che si richiedono nel laureato comprendono la capacità di assumere decisioni complesse nel rispetto del quadro normativo che regola l'agire dell'impresa o dell’ente diretto, la conoscenza approfondita delle norme nazionali, europee e internazionali costitutive dell'ordinamento in cui l’impresa o l’ente opera, la capacità di redigere contratti e altri atti o pareri in materia giuridica necessari nella gestione dell’ente, la corretta gestione del rapporto di lavoro con i dipendenti, la capacità di applicare all’amministrazione degli interessi giuridici dell’impresa conoscenze complesse relative alle scienze economiche, alla contabilità e alla gestione aziendale. Per il ruolo di consulente è richiesta l'approfondita conoscenza delle norme nazionali, europee e internazionali costitutive dell'ordinamento in cui l’impresa opera, la capacità di corretta interpretazione e applicazione delle norme ai casi concreti, l'abilità nell'esposizione orale e scritta di problemi giuridici e nella risoluzione degli stessi. Per tutti i compiti sopra descritti sono richieste inoltre la capacità di avvalersi di strumenti informatici per la ricerca delle fonti e la redazione di atti e pareri e la padronanza della terminologia giuridica di almeno una lingua straniera. 3) Sbocchi occupazionali: Gli sbocchi professionali sono rappresentati dall’assunzione quale dipendente di imprese private o enti del terzo settore con ruolo di dirigente di o di consulente. Si segnala che per i ruoli pubblici è necessario il superamento di un concorso. Per la professione di consulente si segnala che essa può essere svolta anche in regime di libera professione.


Quality Assurance

The quality of a degree programme is the extent to which it achieves its educational objectives and meets the quality requirements of the educational activities offered, which are determined in line with the needs and expectations of students and representatives of the world of work.

This programme has adopted a teaching Quality Assurance system in line with the University’s quality assurance guidelines and based on the e ANVUR national quality assurance guidelines, by carrying out the following activities:
  • periodic consultations with representatives of the world of work to assess the adequacy of the cultural and professional profiles offered in their courses;
  • design of educational contents and planning of resources;
  • organisation of educational activities and teaching services;
  • monitoring the effectiveness of teaching and planning measures to improve teaching and services;
  • provision of complete and up-to-date information on its website, relating to the programme (professional roles, expected learning outcomes, learning activities).
The above activities are scheduled and interrelated, based on the PDCA principles (Plan, Do, Check, Act).
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In a Quality Assurance system, students play a fundamental role: each student can play their part by participating in the Quality Assurance groups of their degree programme and in the Faculty-Student Joint Committees or, more simply, by taking part in the Student Survey on teaching, or questionnaires. It’s in this context that specific workshops for student representatives (‘Laboratori di rappresentanza attiva’) are periodically made available to students by the University and the University’s Quality Assurance Board. To find out more, please see the relevant section.

Il sistema di valutazione universitario e il ruolo dello studente

by Prof. Graziano Pravadelli: a lecture recorded on the occasion of the January 2021 workshop for student representatives.

QA bodies

QA in degree programmes

QA activities

Description of the training course - Didactic regulations

The Degree programme teaching regulations set out the organisational aspects of the degree programme, in line with the University’s teaching regulations. The first part of the document includes general information about the programme, the second part includes links to the relevant module web pages, and the third part specifies the administrative aspects.

Other Regulations

To view other regulations of interest refer to the section: Statute and regulations

Il sistema universitario italiano

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Primo ciclo: Corsi di Laurea

Essi hanno l’obiettivo di assicurare agli studentesse e studenti un’adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali e l’acquisizione di specifiche conoscenze professionali.
Requisito minimo per l’accesso: diploma finale di scuola secondaria, rilasciato al completamento di 13 anni di scolarità complessiva e dopo il superamento del relativo esame di Stato, o un titolo estero comparabile; l’ammissione può essere subordinata alla verifica di ulteriori condizioni.
Durata: triennale.
Titolo: per conseguire il titolo di Laurea, è necessario aver acquisito 180 Crediti Formativi Universitari (CFU), equivalenti ai crediti ECTS; può essere richiesto un periodo di tirocinio e la discussione di una tesi o la preparazione di un elaborato finale.
Il titolo di Laurea dà accesso alla Laurea Magistrale e agli altri corsi di 2° ciclo.
Qualifica accademica: “Dottore”

Secondo ciclo: Corsi di Laurea Magistrale

Essi offrono una formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici.
Requisiti per l’accesso: l’accesso ai corsi è subordinato al possesso di una Laurea o di un titolo estero comparabile; l'ammissione è soggetta a requisiti specifici decisi dalle singole università.
Durata: biennale.
Titolo: per conseguire il titolo di Laurea Magistrale, è necessario aver acquisito 120 crediti (CFU) e aver elaborato e discusso una tesi di ricerca.
Qualifica accademica: “Dottore magistrale”
Corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico
Alcuni corsi (Medicina e chirurgia, Medicina veterinaria, Odontoiatria e protesi dentaria, Farmacia e Farmacia industriale, Architettura e Ingegneria edile-Architettura, Giurisprudenza, Scienze della formazione primaria) sono definiti “Corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico”. Requisito di accesso: diploma di scuola secondaria superiore o un titolo estero comparabile; l’ammissione è subordinata a una prova di selezione.
Durata: gli studi si articolano su 5 anni (6 anni e 360 CFU per Medicina e Chirurgia e per Odontoiatria e protesi dentaria).
Titolo: per conseguire il titolo di Laurea Magistrale, è necessario aver acquisito 300 CFU ed aver elaborato e discusso una tesi di ricerca.
Il titolo di Laurea Magistrale dà accesso al Dottorato di Ricerca e agli altri corsi di 3° ciclo.
Qualifica accademica: “Dottore magistrale”.

Terzo ciclo

Dottorato di Ricerca: essi hanno l’obiettivo di far acquisire una corretta metodologia per la ricerca scientifica avanzata, adottano metodologie innovative e nuove tecnologie, prevedono stage all’estero e la frequenza di laboratori di ricerca. L’ammissione richiede una Laurea Magistrale (o un titolo estero comparabile) e il superamento di un concorso; la durata è di minimo 3 anni. Il/la dottorando/a deve elaborare una tesi originale di ricerca e discuterla durante l’esame finale.
Qualifica accademica: “Dottore di ricerca” o “PhD”.
Corsi di Specializzazione: corsi di 3° ciclo aventi l’obiettivo di fornire conoscenze e abilità per l’esercizio di attività professionali di alta qualificazione, particolarmente nel settore delle specialità mediche, cliniche e chirurgiche. Per l’ammissione è richiesta una Laurea Magistrale (o un titolo estero comparabile) e il superamento di un concorso; la durata degli studi varia da 2 (120 CFU) a 6 anni (360 CFU) in rapporto al settore disciplinare. Il titolo finale rilasciato è il Diploma di Specializzazione.

Master

Corsi di Master universitario di primo livello: corsi di 2° ciclo di perfezionamento scientifico o di alta formazione permanente e ricorrente. Vi si accede con una Laurea o con un titolo estero comparabile. La durata minima è annuale (60 CFU); non consente l’accesso a corsi di Dottorato di Ricerca e di 3°ciclo, perché il corso non ha ordinamento didattico nazionale e il titolo è rilasciato sotto la responsabilità autonoma della singola università. Il titolo finale è il Master universitario di primo livello.
Corsi di Master Universitario di secondo livello:corsi di 3° ciclo di perfezionamento scientifico o di alta formazione permanente e ricorrente. Vi si accede con una Laurea Magistrale o con un titolo estero comparabile. La durata è minimo annuale (60 CFU); non consente l’accesso a corsi di Dottorato di Ricerca e di 3° ciclo, perché il corso non ha ordinamento didattico nazionale e il titolo è rilasciato sotto la responsabilità autonoma della singola università. Il titolo finale è il Master universitario di secondo livello.

Altro da sapere sul Sistema universitario italiano

Crediti Formativi Universitari (CFU): i corsi di studio sono strutturati in crediti. Al Credito Formativo Universitario (CFU) corrispondono normalmente 25 ore di lavoro. La quantità media di lavoro accademico svolto in un anno da un/a iscritto/a a tempo pieno è convenzionalmente fissata in 60 CFU. I crediti formativi universitari sono equivalenti ai crediti ECTS.
Classi dei corsi di studio: i corsi di studio di Laurea e di Laurea Magistrale che condividono obiettivi e attività formative sono raggruppati in “classi”. I contenuti formativi di ciascun corso di studio sono fissati autonomamente dalle singole università; tuttavia le università devono obbligatoriamente inserire alcune attività formative (ed il corrispondente numero di crediti) determinate a livello nazionale. Tali requisiti sono stabiliti in relazione a ciascuna classe. I titoli di una stessa classe hanno lo stesso valore legale.
Titoli congiunti: le università italiane possono istituire corsi di studio in cooperazione con altre università, italiane ed estere, al termine dei quali sono rilasciati titoli congiunti o titoli doppi/multipli.

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